STEMMA COMUNE DI OLIVERI STEMMA PROVINCIA DI MESSINA
STEMMA REGIONE SICILIA
TORNA ALLA HOME PAGE IMPOSTA COME PAGINA INIZIALE AGGIUNGI IL SITO TRA I PREFERITI SCRIVI E-MAIL
CHI SIAMO
DOVE SIAMO
UN PO' DI STORIA
LA TONNARA
INDIRIZZI & NUMERI UTILI
RICETTIVITA'
RITROVI
ESCURSIONI
LAGHETTI DI MARINELLO
RISERVA NATURALE
IL TEMPO AD OLIVERI
LINKS UTILI
DOWNLOAD
PHOTOGALLERY
 
LAVORI DI RICAMO TRADIZIONALI ESEGUITI ARTIGIANALMENTE DA PAOLA CALABRÒ ®
 
 
CHI SIAMO
Oliveri è una tranquilla località costiera, riposante in una magnifica insenatura, ai piedi del promontorio di TINDARI, tra Falcone e Patti. L'abitato si stende placido in un piana ubertosa, con la sua ricca flora di piante sempreverdi, che vanno dagli oliveti agli agrumeti, dai canneti ai cipressi.
Oliveri è quindi il paese dell'eterna verzura, il paese della perenne primavera, il paese che non conosce gli squallori del freddo inverno, ne i palpiti languidi del malinconico autunno.
Ad Est Oliveri è chiuso dal fiume omonimo, ad Ovest invece, lo domina il nuovo Santuario di Tindari, che alza al cielo la sua bianca mole, fra sorrisi di verde, di cielo e di mare.
PIAZZA ROMA ANNI  50
TINDARI UNA VOLTA
Le origini di Oliveri rimontano all'epoca dell'antica città di Tindari, e cioè a metà del I secolo a. C.
A quel tempo, come attesta Plinio il Vecchio nell'opera "naturalis Historia", una frana distrusse i quartieri orientali della città, e cosi "in una terribile notte, notte di spavento e di morte, che nessuno storiografo ha saputo fissare e nessuno scrittore descrivere, una parte del colle sul quale TINDARI ergeva precipitò subitamente nel mare sottostante trascinandovi, con gli abitanti, se non la maggiore, certamente la parte più cospicua della città".

Fu certamente allora che avvenne il primo esodo degli abitanti di Tindari, scampati alla catastrofe, i quali si rifugiarono nei luoghi vicini, dove trovarono dimora, prima provvisoria, e poi definitiva, formando i primi nuclei di abitazioni, che in seguito ebbero nome Patti, Oliveri, Mongiove, Sant'Anna ed altri.

Due sono le opinioni più ricorrenti dell'etimologia del nome "Oliveri"; una ne attribuisce la derivazione ai molti oliveti che circondano l'abitato; l'altra ad Oliverio, uno dei capitani di Carlo Magno, che un tempo approdò in questo sito.
In età medievale, Oliveri era una semplice Fortezza, che si ergeva sopra una rupe, attorno alla quale venne crescendo il Borgo per molte famiglie di marinai che si raccolsero, attratti dalla cospicua pesca, specie del tonno.

In epoca Aragonese, Oliveri fu prima alle dipendenze di Ferraris De Abbellis,e poi di Vinciguerra d'Aragona. Sotto re Martino, la Fortezza e il Borgo passarono a Federico Spadafora, il quale ne godette il possesso per molti anni.
Per molti anni la signoria di Oliveri fu tenuta da Bartolomeo Gioieni, dal quale, per dote di figlia, passò a Francesco Ardoino. Gli ultimi signori di Oliveri furono i Paratore, barone di Tripi.Oliveri ha dato i natali al prof. Giuseppe Ziino, eminente igienista.
A soli 24 anni, ottenne la Cattedra di medicina Legale all'Università di Messina, e vi insegnò ininterrottamente per 44 anni, sino al 24 Novembre 1968, anno in cui si trasferì a Palermo. Lasciò centinaia di pubblicazioni scientifiche.
IL CASTELLO UNA VOLTA
 
TORNA SU